“Questo sito è dedicato a Marthe Blouin” (Ottawa, 1954 – 2020).

8 Marzo 22 | Editoriali

Donne, lavoro, violenza e bellezza

Oggi è l’ 8 marzo, la festa della donna. Vi vogliamo parlare di lavoro, violenza e bellezza. Della mai superata difficoltà di coniugare il ruolo di madre con quello di professionista; del problema della violenza sulle donne, in particolare la violenza psicologica, subdola e silenziosa, e la necessità che si attivino anche gli uomini su questi temi; infine degli standard di bellezza, sempre più pressanti, e che ci rendono sempre inadeguate. Ma più di tutto: della difficoltà di essere donne in un mondo per uomini.

Trascrizione

Oggi è l’8 marzo ed è la Festa della Donna. Come ogni anno ci sarà qualcuno che dirà <<non bisogna parlare di noi una volta l’anno>>.

Ecco, io mi sento Beatrice 365 giorni l’anno. Faccio le mie battaglie: le vinco, le perdo, dei giorni mi si filano, dei giorni meno… rimane il fatto che a me piace il 18 agosto perché almeno quel giorno là sono sicura di essere al centro dell’attenzione di tutti. Ecco, per me l’8 marzo è il compleanno di tutte le donne ed è una occasione per festeggiarci nonché per riflettere su tante battaglie che dobbiamo ancora fare e dobbiamo ancora vincere.

Oggi vorrei parlarvi di tre temi soprattutto. Il primo è il lavoro. Sappiamo tutti che per fare carriera noi dobbiamo lavorare più degli altri, dobbiamo dimostrare più degli altri che siamo capaci. E soprattutto, per fare carriera noi dobbiamo fare una scelta molto difficile – anche soltanto psicologica se vogliamo -: quante donne che decidono di lavorare e che hanno dei figli vivono sempre un sottofondo di senso di colpa perché non stanno abbastanza coi figli e non li vedono crescere? E quante provano non solo il senso di colpa, ma il senso di perdersi qualcosa? I primi passi, le prime parole, le emozioni di andarli a prendere a scuola (quei momenti in cui escono e scrutano in mezzo a tutte le mamme cercando la loro e finalmente la vedono e si illuminano).

Ecco, quando una ha vissuto o ha lavorato all’estero ha notato un piccolo dettaglio: se uno passa davanti, per esempio, al palazzo di una multinazionale verso le 19.30 o 20, vedrà qualche finestra ancora accesa. Sono tutti italiani perché gli americani e i tedeschi hanno capito questo piccolo principio: se uno lavora bene bastano otto ore per fare carriera. Da noi se non si lavorano 13 o 14 ore sembra che non abbiamo lavorato.

Perché questo? È questo che crea poi il problema perché le donne quando fanno questa scelta sanno che questa scelta vuol dire non veder crescere i propri figli, non essere davvero accanto a loro. E voglio dire, fanno comunque i salti mortali perché magari li vedono poco in quell’ora e mezza tutti i giorni, e in quell’ora e mezza, riescono a concentrare il loro amore. Tuttavia, non sarebbe bello riuscire a fare carriera e nello stesso tempo avere anche una propria vita privata? Il problema non se lo pongono neanche.

Vorrei parlare di violenza fisica. Le donne ancora la subiscono tanto. Tante battaglie sono state fatte, ci sono tanti centri che accolgono e aiutano queste donne. Tante leggi ancora devono migliorare. Però in queste battaglie, io ho sempre notato che mancano molto gli uomini, a parte a parole quando dicono ogni tanto <<io sono contro la violenza>>.

Voglio citare però una associazione: Maschile Plurale. Sono uomini straordinari. Non fanno una battaglia contro gli uomini ma per gli uomini violenti, per cercare di spiegare che la felicità sta altrove, che se fossero felici di un diverso tipo di mascolinità sarebbero felici anche le loro mogli e andrebbe tutto molto meglio. Quindi io vorrei che tanti uomini fossero più attivi e non solo a parole in questa battaglia contro la violenza sulle donne.

Voglio parlare anche della violenza psicologica. Quella è terribile perché è vero che questa la vivono sia gli uomini che le donne, però la piccola differenza è che spesso una donna vittima di violenza psicologica accanto ad un uomo viene negli anni isolata, l’uomo riesce a farla smettere di lavorare, a farla smettere di frequentare gli amici suoi. Per cui, il giorno in cui questa donna decide di separarsi si ritroverà senza un lavoro e non ha più uno spazio o un luogo dove ricominciare o da cui ripartire. Inoltre, sarà anche difficilissimo per loro incontrare nuove persone. Rimangono completamente sole perché non avendo lividi decidono di rimanere accanto a quest’uomo che spesso è bugiardo e manipolatore.

Quindi, vorrei mandare un messaggio a tutti i complici della violenza perché magari non ci si rende conto, ma chi abbandona una donna separata sé stessa, una donna, appunto, che ha subito violenza psicologica, che non ha lavoro e non ha amici, è complice di una violenza terribile e vigliacca. Quindi, per favore, state accanto a lei, sembra meno divertente però ne ha davvero bisogno. Chiunque dice di essere contro la violenza sulle donne ha il dovere di fare questo.

Ultimo punto che voglio fare riguarda la bellezza. Ora, nessuno pretende da un uomo che sia magro, che sia depilato, che si vesta in un certo modo. Insomma, un uomo può anche andare in giro in camicia senza cravatta e va tutto bene. Da noi si pretende. Si pretende un certo tipo di estetica, che siamo sempre curate, truccate e perfettine. E allora voglio festeggiare tutte quelle donne che magari non rispecchiano i canoni di bellezza della nostra società di oggi, ma che riescono ad andare in giro col sorriso a testa alta e ad essere belle lo stesso. Quindi, concludo dicendo veramente: tanti, tantissimi auguri a tutte noi.

E le domande di oggi, io spero che a rispondere saranno altrettanti uomini. È il nostro compleanno, dobbiamo essere al centro dell’attenzione. E adesso le domande per voi.

Le domande per voi

Domande

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