“Questo sito è dedicato a Marthe Blouin” (Ottawa, 1954 – 2020).

10 Maggio 22 | Editoriali

Italia: Democrazia senza coraggio

Il professor Orsini, direttore dell’Osservatorio sicurezza internazionale della Luiss e direttore del quotidiano “Sicurezza internazionale” è stato criticato, isolato, spogliato delle sue cariche più importanti perché, parlando della guerra Russia Ucraina, ha portato avanti tesi diverse dalla visione bianco-nero, unica che sembriamo accettare oggi. Davvero una democrazia matura può avere paura dell’analisi approfondita? Deve confondere spiegazione con giustificazione? Perché in Italia non si ha più il coraggio di affrontare un dibattito vero?

Trascrizione

Oggi voglio parlare con voi del professore Alessandro Orsini, una delle figure in Italia più bistrattate attualmente. Allora, intanto dico chi è, o meglio, chi era: direttore dell’Osservatorio sicurezza internazionale della Luiss – una grandissima università che ha sede a Roma – nonché direttore del quotidiano “Sicurezza Internazionale”. Perché dico era? Perché dopo alcune dichiarazioni di cui parleremo adesso, è stato retrocesso a professore ordinario e gli sono stati cancellati tutti gli incarichi dirigenziali. Gli è stato infatti cancellato il contratto con Carta Bianca e Rai, oltre ad essere stata cancellata la sua pagina su Wikipedia. Perché è successo tutto questo? Perché lui è stato spesso invitato in televisione, per via della sua posizione, a parlare del conflitto tra Russia e Ucraina, dicendo alcune cose che non sono piaciute. Allora, diciamo che tra tutte quelle cose ce ne è una che è palesemente e storicamente falsa, lui infatti ha detto che nella Seconda guerra mondiale Hitler non aveva alcuna intenzione di far scoppiare la guerra. Ora, inutile dirvi il perché questo sia falso, basta cercare sui libri di storia. Detto ciò, tolta questa frase seria e grave, altre cose hanno scioccato pur essendo semplicemente opinioni. E allora io voglio leggere le tre più importanti, quelle che veramente hanno fatto scalpore se vogliamo. La prima: “Quello che Putin ha fatto, noi lo abbiamo fatto nello stesso modo in Iraq”. Una opinione non solo sua, io ho intervistato – potete vedere l’intervista su Cosanepensate.it – il professor Aldo Ferrari, che per l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) dirige il Programma di Ricerca sulla Russia. Chi non lo conoscesse, vi dico che è il luogo dove vanno a prepararsi tutti i nostri futuri diplomatici, quindi è una cosa seria. Stranamente, anche lui non viene spesso intervistato in televisione. Quello che ha detto Orsini è la stessa cosa che mi ha detto lui durante l’intervista, e ha detto che: “Fino a quando noi usiamo due pesi e due misure, non avremo mai credibilità nei confronti del resto del mondo, nonché il fatto che il diritto internazionale deve valere per tutti”. La seconda: “Il blocco occidentale ha terrorizzato Putin”. Anche qui riprendo quello che ha detto Aldo Ferrari poiché, secondo quest’ultimo, in tutti questi anni l’atteggiamento dell’occidente e della NATO verso la Russia è stato forse un po’ troppo forte anche quando non ce ne era ragione, creando poi un problema di rapporti di fiducia tra l’occidente e la Russia. La terza: “Preferisco che i bambini vivano felici in una dittatura piuttosto che muoiano sotto le bombe in una democrazia”. Ci sono tanti modi per interpretare una frase del genere, ma ovviamente è stata interpretata in un modo solo. Secondo me non voleva dire che preferiva vedere i bambini crescere in una dittatura però, anche qui, ci sono tante interpretazioni. Queste tre sono opinioni. In questo contesto voglio riprendere anche una notizia di qualche giorno fa poiché è stato intervistato da Rete 4 Lavrov, il Ministro degli esteri russo, e anche qui si è scatenata una polemica, come per esempio “Non dobbiamo dare spazio alla propaganda russa”. Io veramente mi sono stupita perché mi dico: “Che cosa siamo diventati noi in Italia? Noi dovremmo essere una democrazia matura e abbiamo paura della propaganda? Non pensiamo di essere abbastanza forti da andare a prendere delle argomentazioni per poi discuterle e smontarle? Ma che cosa deve essere il dibattito da noi?”. Io voglio ricordare riguardo a me che sto facendo questo video, riguardo a Orsini e riguardo Aldo Ferrari, che la Russia ha torto da tutti i punti di vista, ma spiegare e analizzare non significa giustificare. E allora io mi chiedo il perché non si possa parlare dal momento che abbiamo questa voce qua, non dovremmo essere felici di avere questa voce per poi andare a dibattere? Perché non dobbiamo volere queste voci? Perché non dobbiamo volere la voce di Orsini e di Aldo Ferrari che comunque qualche cosa sanno? Perché non siamo più abbastanza maturi da affrontare un dibattito vero, reale e aperto, e soprattutto, perché non abbiamo il coraggio di analizzare seriamente le cause di un conflitto? Perché le origini di un conflitto non sono sempre l’ultima scintilla, sono tante e sono complesse. Poi si vede che non si ha il coraggio e la possibilità di andare a capirne le complessità. Bisogna arrivare al punto che tutto è bianco e nero. Il bianco e nero non esiste, qua l’unico bianco e nero è che la Russia non doveva invadere l’Ucraina, e su questo concordiamo tutti. Ma se non si ha la possibilità, la capacità e il coraggio di fare una analisi seria per capire come nel tempo siamo arrivati qua, io non so che paese siamo e che paese siamo diventati. Quindi, queste sono le mie riflessioni. E adesso le domande per voi.

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