“Questo sito è dedicato a Marthe Blouin” (Ottawa, 1954 – 2020).

15 Aprile 22 | Editoriali

Impariamo dagli errori francesi

I Francesi si apprestano ad eleggere il nuovo presidente della repubblica. Due contendenti al ballottaggio: Emmanuel Macron, liberale di centro, bacino elettorale più anziano e benestante. Interessante Marine Le Pen, Rassemblement National, estrema destra. Problemi con i migranti una cattiva integrazione porta frustrazione, quindi violenza, quindi rigetto da parte dei francesi. Per lei votano anche gli operai, che prima andavano a sinistra. Terzo partito: estrema sinistra. Nonostante i problemi dell’ambiente, i Verdi si fermano sotto al 5%. Tanto su cui riflettere…

Trascrizione

Mia nonna era una donna molto saggia, non mi scorderò mai il giorno in cui mi disse: “Beatrice, ricordati che è molto importante prendere esempio dagli altri, ma è ancora più importante osservare non le cose positive che fanno, bensì gli errori in modo tale da non ripeterli”. Io penso sempre a lei quando parlo di Francia. Ovviamente stiamo parlando delle elezioni presidenziali, si stanno infatti prestando ad eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. Parliamo prima del loro sistema elettorale che io lo trovo straordinario, questo perché da noi un partito che magari prende il 25% si ritrova a governare quando la parte italiana restante non vuole quel partito. Lì invece, col secondo turno, la maggioranza dei francesi decide quale dei due vuole ed è questo che ha un po’ frenato il partito di estrema destra ad arrivare alla presidenza. Ma chi sono i due candidati? Uno è Macron, il presidente attuale nonché leader de La République En Marche, il partito liberale di centro. La seconda è Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, il partito di estrema destra. Questo partito è arrivato per tre volte al ballottaggio, la prima volta nel 2002 col padre Jean Marine Le Pen e poi nel 2017 con la figlia Marine. Il bacino elettorale di Macron prende gli over 65, le persone diciamo più benestanti. Molto più interessante parlare del bacino elettorale della destra, dei nazionalisti. Quest’ultima parola denota il problema che il partito ha con la migrazione. Oggi in Francia le persone di origine straniera – e sono già alla seconda o terza generazione – non si sentono ancora francesi. Chiunque sia appassionato di calcio o dei mondiali si sarà accorto che quando la Francia vinse i mondiali, c’erano pochi giocatori con la bandiera francese sulle spalle, sono andati tutti quanti con le bandiere dei loro paesi di origine. E questo dovrebbe farci riflettere molto visto che attualmente noi stiamo vivendo, anche se molto dopo di loro, questi problemi di integrazione. Vorrei quindi parlare dello Ius Scholae, un argomento di cui si sta molto discutendo. Esso riconosce la nazionalità italiana ai bambini che fanno la scuola da noi. A me sembra una cosa ovvia visto che stanno crescendo con i nostri figli e con la nostra cultura. Ma se uno non la vuole guardare in questo senso, allora pensiamo anche al fatto che il nostro paese sta investendo milioni sulla loro educazione e formazione, perché li dobbiamo buttare via dopo se vogliamo andare sul concreto? Chiudiamo però anche questa parentesi e andiamo avanti. Cosa è successo in Francia secondo me? Appunto, una cattiva integrazione non li fa sentire francesi e fa crescere il risentimento. Questa è la prima cosa da sottolineare. La seconda è: chi altro vota per il Front National? La risposta è la classe operaia, che ha sempre votato a sinistra ma ora non la vota più. Perché non vota più la sinistra? Perché forse oggi la sinistra si occupa di più dei diritti civili piuttosto che dei diritti sociali. Io sono contenta che qualcuno oggi si occupi dei diritti civili, dei diritti del mondo LGBT e dei diritti dei migranti eccetera. Però è vero che forse si sia scordato un pochino dei problemi delle case, degli stipendi, dei licenziamenti eccetera. Adesso se ne occupa la destra e infatti sono andati tutti quanti là. E anche questo dovrebbe farci riflettere tanto, perché dobbiamo stare attenti visto che quando vai in un partito bisogna sapere che tale partito si occupa di alcune cose ma non si occupa di altre. Chiusa l’altra parentesi, un altro dato che trovo molto interessante è il terzo partito che non è arrivato il ballottaggio ma ci è andato vicino (ha preso quasi il 22%), è quello di Mélenchon, fondatore de La France Insoumise (Francia Insubordinata). Questo è il partito di estrema sinistra che piacciono tanto agli estremi oggi (e non solo in Francia) ed è lì che hanno votato gli under 35. Questo aiuterà abbastanza Macron perché, tappandosi il naso, l’estrema sinistra voterà più per lui che per l’estrema destra, quindi Macron ce la dovrebbe fare. Diciamo che fino ad ora ce l’hanno fatta a farsi rieleggere solo De Gaulle, Mitterand e Chirac. Chiuso questo passiamo all’ultimo punto che è interessante perché ne parlano in pochi visto che le cifre sono piccole, sto parlando del Partito dei Verdi. Siamo in una situazione terribile per via dei cambiamenti climatici, in Francia il Partito dei Verdi ha preso meno del 5%, la soglia per ricevere i rimborsi elettorali. Quindi non ci è arrivato. Dunque, si parla tanto di risolvere i problemi ambientali ma lo stiamo veramente facendo? Chi lo sa, io ripeto quello che disse mia nonna “Impariamo dagli esempi negativi e cerchiamo di fare meglio”.

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