“Questo sito è dedicato a Marthe Blouin” (Ottawa, 1954 – 2020).

26 Aprile 22 | Editoriali

E adesso la “demisessualità” cos’è?

Parliamo di sesso, in ordine cronologico. Ho tre figli. Due sono andati in scuole pubbliche, l’ho dovuto spiegare io. Il terzo in una scuola di suore, lo hanno fatto loro. Sorprendente? Secondo tema: l’accesso facile alla pornografia, che immagine del sesso da ai ragazzi? Terzo tema: età del primo rapporto: in media a 17 anni. Ma i ragazzi più giovani sono abbastanza maturi per capire la differenza, che secondo me esiste, tra “fare l’amore” e “fare sesso”? Tutto questo per arrivare all’ultimo punto: la demisessualità. Si tratta di persone che provano attrazione sessuale solo se sono coinvolti sentimenti. Sono messi nella famiglia dell’asessualità? Ma stiamo scherzando?

Trascrizione

Oggi sono vestita tutta di rosso perché affrontiamo un tema caldo: la sessualità. Allora, come tanti leggo il giornale per andare sull’app del mio quotidiano al fine di vedere una notizia che mi suscita interesse. Ad un certo punto, con la coda dell’occhio, leggo “demisessualità”, e io mi dico: “Che cos’è? Non lo avevo mai sentito, fammi leggere un attimo”. Prima di arrivare alla demisessualità vorrei cominciare a parlare di sesso in generale, e lo voglio fare in ordine cronologico. Partiamo con l’educazione sessuale. Io ho tre figli, due sono andati alla scuola pubblica ed è arrivato il giorno in cui mi sono detta: “Ok, bisogna affrontarlo questo discorso e spiegare come si fanno i bambini”. Insomma, io non so se i bambini già ne sanno qualcosa o meno, ma è in ogni caso un argomento che bisogna affrontare. Inoltre, è anche un momento bello e intimo, uno spera che si crei anche una certa complicità e un dialogo probabilmente utile per il futuro. Il terzo figlio, invece, è andato ad una scuola privata di suore. Immaginerete la mia sorpresa quando ho visto che in quinta elementare hanno cominciato a fare educazione sessuale a scuola. Quindi, in un certo senso, mi hanno liberato da questo peso di doverlo affrontare, anche se alla fine gliene ho parlato comunque per lo stesso principio di dialogo. Quindi, questo è il primo punto che volevo condividere perché l’ho trovato interessante. Altro punto è la sessualità nei giovani. Ho cercato dei dati su internet ma è difficilissimo trovarli, ho trovato uno studio datato 2017, quindi spero che la situazione non sia cambiata drasticamente perché partiamo da quello. L’età media del primo rapporto sessuale è di 17 anni e qualche, la cosa interessante riguarda il fatto che l’età è più o meno la stessa per gli uomini e per le donne, io sono anche felice di questo perché almeno non c’è più la reputazione negativa per le donne che vanno a letto quando hanno un’altra rispetto agli uomini; quindi, questo è già un punto positivo. Interessante, però, il dato che il 20% lo abbia fatto prima dei 16 anni, quindi mi chiedo: “Visto che oggi l’accesso alla pornografia è a portata di qualsiasi cellulare, è davvero quello il sesso?”. Insomma, i ragazzi che crescono guardando quello non rischiano veramente di credere che quella sia la realtà? Magari per tanti di voi lo è. E anche qui si apre un altro discorso per me, perché io penso che esista una differenza tra fare sesso e fare l’amore. Entrambe devono esserci nella vita in tutte le sue forme, purché consenzienti ovviamente, visto che ognuno è libero di fare quello che vuole e dove vuole. Tuttavia, quello che spero per i miei figli è soprattutto che un giorno trovino il desiderio di andare a scoprire quello che è il sesso dentro l’amore, che è un’altra cosa. Ecco, spero che un giorno lo possano desiderare e lo possano conoscere. A proposito di questo voglio fare un’altra considerazione, nella mia generazione c’era ancora questa cosa in alcune famiglie del: “Ah, non si deve andare a letto prima del matrimonio perché chissà cosa potrebbe succedere”. So che ci sono ancora delle realtà che portano avanti questo discorso ed è una cosa che trovo molto pericolosa, perché ormai il mondo è cambiato e le persone non si sposano più necessariamente a 19 anni; perciò, vi immaginate qualcuno a 40 anni che è in astinenza? Credo che non sia buono né per la salute fisica né mentale. Quindi, va bene l’educazione sessuale ma serve anche un minimo di apertura. Questo per arrivare alla demisessualità, che è una forma leggo di asessualità. Le persone demisessuali, demi che significa metà sessuali ed è questo il punto, sono quelle persone che riescono ad avere una attrazione sessuale solo quando ci sono dei forti sentimenti coinvolti. E io mi dico: “Ma scusate, il fatto che ci siano delle persone che hanno bisogno di sentimenti per aver voglia di fare l’amore devono considerarsi della famiglia degli asessuali?”. E quindi non sto a fare tanti discorsi su questo, ve lo lascio. E adesso le domande per voi.

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