“Questo sito è dedicato a Marthe Blouin” (Ottawa, 1954 – 2020).

23 Febbraio 22 | Interviste

Perché i Russi seguono ancora Putin

Intervista a Nicolai Lilin, autore di “Educazione Siberiana” e “Putin l’ultimo Zar”, che ci parla di come Putin è visto e percepito dai russi, su cosa si basa il suo consenso e cosa potrebbe accadere dopo la fine della sua era politica. Si parlerà anche della politica russa nei confronti degli omosessuali e come sono visti dalla loro società.

Trascrizione

Si ricomincia a parlare di buoni e di cattivi, e voi come sempre siete i cattivi.

Veniamo minacciati e abbiamo i missili della NATO puntati contro di noi. Tutto questo perché? Perché il nostro paese si è avvicinato troppo vicino alle vostre basi della NATO? La nostra colpa è questa? E i russi lo sanno, i russi non sono ignoranti, la popolazione russa legge molto e si informa molto. Un russo medio parla due lingue normalmente, sa leggere inglese o francese o tedesco. E quando i russi sostengono Putin non lo fanno perché amano il fatto che il colonnello della KGB governi un paese, è una tragedia per noi. Ma lo sostengono perché dicono “È una tragedia ma noi lo sosteniamo perché abbiamo paura dell’altro. Abbiamo paura che ritorni quello che è successo negli anni ’90, che il paese sarà smembrato e che verranno imposti gli oligarchi pro-americani”. I russi sostengono Putin con estrema ratio. Molti non sono contenti, è ormai obsoleto e ha perso la capacità di comunicare con la popolazione, soprattutto giovanile, però, è in grado di difendere. È un uomo di forza e che sa progettare le operazioni belliche. Putin è simpatico a molti russi per questo, ma non lo vogliono come una prospettiva civile. Vorrebbero un altro, è normale perché non vogliamo un militare.

Io ho letto anche il tuo libro “Putin. L’ultimo zar” dove lo racconti. La domanda che ti pongo è: lui non è eterno, quindi cosa succederà dopo di lui? Questa Russia colta, come la descrivi, riuscirà a trovare qualcuno di nuovo che non porti nella direzione che a te spaventa.

Il problema comunque non è nel fatto che Putin non riesca a comunicare con i giovani o che Putin abbia perso il senso del paese nel quale abita, perché è vero che lui è circondato da una marea di ministri e consiglieri che li riportano informazioni distorte visto che in larga parte il suo entourage è corrotto. È stato radunato in Russia il consiglio di sicurezza e si parlava della situazione nel Donbass nonché delle provocazioni che le forze militari ucraine hanno fatto sulla frontiera con la Russia. È stato fatto questo consiglio perché ormai si capiva che la Russia dovrà intervenire e che il senso della politica attuale ucraina è quella di mancare al dialogo, di non rispettare gli accordi di pace di Minsk, e continuare semplicemente a svolgere il ruolo di provocatore della Russia per conto degli americani. Quello che volevano gli americani era appunto mostrare all’Europa che la Russia è l’aggressore, così da convincere gli europei ad attivare le sanzioni economiche contro la Russia in modo tale bloccare i rapporti, soprattutto il grande progetto Nord Stream che è stato appunto congedato. Durante la riunione, a un certo punto, parla un tale Naryshkin, il capo di quello che una volta era il KGB diciamo. Gli tremava la voce e gli tremavano le mani, non era in grado di parlare chiaramente e questo personaggio, nel suo discorso, ha fatto confusione tra annessione delle repubbliche del Donbass e il loro riconoscimento da parte della Russia. Cioè, lui ha detto “Io consiglio di annettere le repubbliche alla Russia, consiglio di partire con il processo di entrata delle repubbliche autoproclamate nel territorio russo”, e Putin è diventato bianco. Putin gli disse “Mi scusi, noi non abbiamo alcun interesse a far entrare sul territorio russo queste due repubbliche, al limite si parla del possibile riconoscimento della loro indipendenza”, e l’altro ci è rimasto male. Ecco, questi personaggi, che io non so con quale sostanza si droghino, nei tempi dell’Unione Sovietica venivano fucilati direttamente per la loro incapacità di svolgere l’incarico. Crudo, brutale, però quando da uno dipendono le vite dei milioni, lui non può permettersi questo comportamento. Quindi, attorno a Putin c’è questo entourage politico composto, purtroppo, da molti avventurieri, che lui si è fatto avvicinare perché magari gli erano fedeli durante il suo percorso politico. E lui, venendo dalla strada, ha questa tendenza a non abbandonare mai nessuno se qualcuno gli è stato vicino. L’ho scritto anche nel libro. In questo Putin sbaglia purtroppo perché si circondato da personaggi che ora gli raccontano tante inesattezze; quindi, lui ora conosce male la Russia. Lui ha perso totalmente, appunto, il discorso con i giovani. Il problema è che quando arriverà il suo successore, anche se sarà una persona ben disposta ad attivare le politiche liberiste o non lo so, avrà a che fare con lo stesso entourage di prima. Sai quando dicono che la corte fa il re? È questo il problema, bisogna riformare la corte. Se noi avremo la situazione attuale che andrà avanti, anche l’arrivo di un nuovo successore non cambierà la situazione. Ci saranno repressioni, tutto verrà fatto con la forza, non ascolteranno il popolo e i giovani verranno repressi. Qualche settimana fa un giovane ragazzo si è beccato cinque anni di carcere per aver costruito sul gioco “Minecraft”, in rete, il palazzo di polizia e gli aveva dato fuoco. Questa cosa è stata scoperta dai servizi segreti e hanno incriminato questo ragazzo per comportamento sovversivo e incitazione al terrorismo. Cinque anni di galera per aver fatto una cavolata in rete! Io non riesco a spiegarmi questa cosa, cioè per cinque anni voi distruggete la vita di un giovane per cosa? Per la vostra incapacità di comprendere quello che i giovani vi vogliono comunicare attraverso queste goliardate?

Senti, visto che stiamo anche parlando tanto di Russia in generale ne voglio approfittare anche se non c’entra nulla con l’argomento, cosa pensi delle posizioni delle leggi in questo momento che riguardano il mondo LGBT nel tuo paese?

Dobbiamo dire due cose a riguardo. In Russia, culturalmente, le persone sono incline a essere troppo bigotti e quindi, anche se una coppia etero si bacia in modo passionevole per strada, tu trovi la gente che dirà “Che schifo, che svergognati”. Insomma, fa parte un po’ della cultura, soprattutto delle vecchie generazioni che non sono abituati a vedere certe cose. Qua non parliamo di LGBT, parliamo di comportamento umano. Quindi parto dal discorso che c’è questo bigottismo, soprattutto quando queste vecchie generazioni sono ortodossi. Dobbiamo ricordare, infatti, che in Russia è diffusa l’ortodossia, dove l’omosessualità ancora oggi viene chiamata sodomia. Quindi, per gran parte dei fedeli ortodossi, l’omosessuale è soprattutto un sodomita, questa è veramente una tragedia culturale e umana. Però, dall’altro canto, ovviamente, ci sono forze che sfruttano tale contrasto sociale per marcare magari certi atteggiamenti e far rappresentare il paese o il sistema politico come quello degradato, come quello ingiusto o come quello che fa repressioni e così via. Io anche nel mio libro ho raccontato una storia triste riguardante un mio amico che si è impiccato perché è stato sospettato di essere omosessuale. La tragedia è che noi ancora oggi non sappiamo se fosse veramente omosessuale, ma solo per il sospetto che alcuni nostri coetanei hanno espresso nei suoi confronti, lui si è sentito bullizzato e con la cintura si è impiccato. Quindi, questo contrasto viene anche sfruttato da chi vuole fare propaganda antirussa, per cui ci rappresentano tutti come se fossimo omofobi e così via. Poi c’è stata questa legge fatta da Putin contro la propaganda sessuale ai minori che però è stata interpretata dagli occidentali in maniera incoerente, a mio avviso, facendola passare veramente come una legge antigay. Sì, può essere applicata contro le manifestazioni della comunità LGBT così come può essere applicata, appunto, contro due persone che si baciano per strada. Per cui colpisce tutti. Io credo che nella situazione in cui si trova una società durante il suo percorso storico, bisogna rispettare le dinamiche storiche; quindi, la Russia va lasciata in pace. Non bisogna assolutamente imporre alla Russia le dinamiche che abbiamo raggiunto o le modalità che abbiamo raggiunto noi in occidente. I russi forse sono eccessivamente conservatori e sicuramente ci sono degli episodi di violenza, anche episodi di violenza che riguardano proprio questo. Anche io ho denunciato in passato attraverso i social episodi di questo genere. La cosa che mi turbava molto è quando in Russia ci sono state delle organizzazioni neonaziste, tra il 2000 e il 2005, che cercavano gli omosessuali e li torturavano nelle case, hanno anche ammazzato un ragazzo. Queste organizzazioni nel 2005 sono sparite perché sono stati quasi tutti massacrati dalla polizia, lì i neonazisti finiscono anche uccisi in carcere dai detenuti. Non dico che questo sia il segno della civiltà, assolutamente no, perché a una bestialità si risponde con l’altra? Dico solo che ci sono stati da parte della società delle reazioni molto dure nei confronti di questi personaggi. Poi si sa che in Russia siamo troppo conservatori e ciò impedisce agli omosessuali di avere una vita più libera che magari possono avere in occidente.

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